Autocritica per designer: perfezionismo, euristiche e positività

Essere duri con se stessi è comune tra i designer, o in generale tra le persone creative. Proprio per questo bisogna capire quando l’autocritica è efficace e quando non lo è. Ecco alcuni consigli che ti salveranno dal buio della negatività.

😈Il diavolo del perfezionismo

Personalmente, sono stato per molto tempo una persona che non si accontentava mai del proprio progetto e cercava sempre di trovare ‘il pelo nell’uovo’, risultando, nei peggiori casi, nell’andare oltre le deadline. Il perfezionismo è uno di quei diavoletti che ti frullano nella testa e ti spingono a fare l’opposto di ciò che dovresti fare. A volte, può portare ad ansia, stress e, in casi estremi, depressione.

Con l’esperienza, ho imparato che la perfezione è un’illusione e che non essere perfezionisti non significa essere superficiali, ma tutto il contrario. Ho iniziato a vivere con più serenità e i risultati sono stati una maggiore efficienza e soddisfazione. Ecco alcuni consigli pratici che io stesso adotto per trasformare l’autocritica negativa in un modo intelligente per migliorare il tuo lavoro. ✨

📋Cosa sono le valutazioni euristiche

Il primo pericolo del perfezionismo è la deviazione dall’essere oggettivi con sé stessi, andando a valutare cose che non ha senso valutare. L’oggettività in questo caso è la prima ancora di salvezza: qui entrano in gioco le valutazioni euristiche.

Che tu sia UX o UI designer, Product, Web, esistono una serie di linee guida (chiamate Euristiche), degli standard già testati dalla comunità, che ti permettono di valutare in maniera oggettiva l’efficacia del tuo progetto. Esistono euristiche in molti campi del Design, anche Graphic.

Nel mio campo, le più famose sono le 10 euristiche di Nielsen (da Jacob Nielsen, tra i fondatori di NNGroup, la wikipedia di ogni UX Designer). Non le spiegherò nel dettaglio, si possono trovare numerosi articoli a riguardo, il succo è saper verificare ogni singola regola rispetto alla propria interfaccia e come correggerla. Non sempre tutte le regole vanno applicate, il segreto è capire quali e quando usarle: basta creare una semplice checklist da valutare alla fine del tuo progetto.✅

Esistono delle possibili limitazioni, infatti nonostante possano sembrare regole oggettive, la valutazione è pur sempre soggettiva. Ecco perché a livello aziendale spesso vengono usati più valutatori. Ma da singoli, sono un ottimo punto di partenza.

🪬Avere una mentalità positiva

Altro pericolo del perfezionismo è la distorsione mentale verso tutto ciò che è negativo. Bisogna cercare di avere il giusto mindset quando si progetta.

🛠️ Accetta l’errore come parte del processo: gli errori sono inevitabili e fanno parte del processo di apprendimento e di crescita. Accettali come opportunità per imparare e migliorare anziché criticarti. Impara a lasciar andare. L’autocritica non significa flagellarsi. È un esercizio per migliorare le proprie capacità. Evita di rimanere bloccato sugli errori passati.

🫂Non sei solo nel processo: non stai progettando per te stesso, ma per gli altri. Non dimenticarti che il progetto non finisce con te, esistono le revisioni progettuali con il cliente e manager. La parte di valutazione è una delle 4 fasi dell’Human-centered design: il progetto non deve e non può essere perfetto dall’inizio 😉 Ci sono anche colleghi, mentor, che possono offrirti prospettive esterne e supporto.

🏆Impara a riconoscere i tuoi successi: prenditi il tempo di riconoscere e celebrare i tuoi successi, anche quelli piccoli. Ciò ti aiuterà a mantenere un atteggiamento positivo. Un ottimo sistema è praticare la gratitudine: focalizzati su ciò che hai realizzato e su ciò di cui sei grato. Questo ti aiuterà a mantenere prospettive più ampie e positive.

💝Pratica l’autocompassione: tratta te stesso con gentilezza, come faresti con un amico in difficoltà. Perdona i tuoi errori. “L’autocompassione è imparare ad essere amici cordiali e affettuosi con noi stessi” dice la psicologa Kristin Neff.

⚖️Trova l’equilibrio

In conclusione, il perfezionismo va bene come autocritica costruttiva e come metodo di crescita. Come ripeto sempre, tutto sta nell’equilibrio.

Prima di tutto imposta obiettivi realistici, sfidanti ma fattibili. Valuta sempre il budget e le risorse che hai a disposizione. Ciò ti aiuterà a mantenere le aspettative a un livello ragionevole e a ridurre la pressione su te stesso.

E infine ricorda sempre di bilanciare il tuo impegno lavorativo con altre attività (hobby, vita sociale, vacanze,…) che ti rilassano e ti riportano equilibrio nella vita.

Se ti sei perso la puntata precedente eccola qui.

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